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Split Payment esteso anche alle società a controllo pubblico

L’art. 1, comma 629, lettera b) della legge di Stabilità 2015 (L n. 190/2014) ha introdotto per le cessioni di beni e prestazioni di servizi, effettuate nei confronti della pubblica amministrazione, il metodo della scissione dei pagamenti dell’IVA, cosiddetto Split Payment.

L’art, n. 1 del D.L. n. 50/2017, ha esteso lo Split Payment, anche alle società a controllo pubblico e alle società controllate dalle stesse, direttamente o indirettamente. la scrivente Società rientra in tale fattispecie, pertanto è tenuta a versare direttamente all’Erario l’Iva addebitata dai fornitori e pagare a quest’ultimi solo l’imponibile.

Il meccanismo della scissione dei pagamenti si applica alle operazioni fatturate a partire dal 1° luglio 2017, Dove per “operazioni fatturate” deve intendersi tutte le fatture emesse con data a partire dal 1° luglio 2017 anche per operazioni eseguite in precedenza.

Non si applica agli acquisti di beni e alle prestazioni di servizi soggetti al “reverse charge”.

Per le fatture emesse dal 1° luglio 2017: il fornitore deve indicare sia la base imponibile che l’IVA (evidenziando il richiamo dell’art. 17 ter DPR 633/1972), l’imposta verrà trattenuta e versata direttamente all’erario dalla scrivente.

È in fase di emanazione il decreto di attuazione ministeriale che definirà con maggiori dettagli le modalità di applicazione del nuovo regime e di versamento dell’Iva da parte della scrivente. Ci riserviamo quindi, di comunicarvi eventuali modifiche alla presente, a seguito dell’emanazione del suddetto Decreto Ministeriale di attuazione.